10219 Hereke

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10219 Hereke

 

Materiali: trama e ordito in pura seta naturale; vello in seta di Bursa di primissima qualità; tinture naturali

Dimensioni: cm. 195 x 130 = 2.53 mq

Annodatura: circa 1.000.000 di nodi/mq.

Qualità: scuola di Alu Oglu

 

 

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Descrizione

Splendido esemplare di Hereke dalle caratteristiche tecniche tali da consentirci di comprendere, anche a distanza di oltre un secolo, perché questi manufatti fossero prodotti esclusivamente per la dimora del Sultano e per rappresentarne la grandezza presso le corti e le sedi diplomatiche internazionali dove arrivavano come doni imperiali.

L’impianto decorativo è direzionale: si sviluppa dal basso verso l’alto attraverso un complesso motivo zeilli sultan dal quale nascono sequenze intrecciate di rosette, steli, aslimi, foglie, palmette che volteggiano con grande leggerezza su uno splendido fondo azzurro cielo. Realizzato con grande ricchezza di dettagli, il decoro centrale – detto appunto zeilli sultan – è un’evoluzione dell’albero della vita, tema ampiamente ricorrente nell’arte asiatica e mediterranea dove lo ritroviamo rappresentato in maniera più o meno stilizzata, simbolo della natura rigogliosa salvifica per popoli costretti a misurarsi con una realtà arida e desertica, nonché, da tempo immemore, legame tra il mondo degli spiriti nel sottosuolo dove albergano le radici, la dimensione umana della terra dove si sviluppa il fusto e quella divina del cielo verso cui tendono i suoi rami.

L’iconografia di questo esemplare deriva in parte dall’epoca preislamica, in particolare dal culto mazdeista, in cui era diffusa una rappresentazione dell’albero affiancato da due uccelli che si fronteggiano ed in parte dallo sviluppo di questo motivo in epoca safavide in cui troviamo l’albero sostituito da un vaso ricolmo di fiori. Sarà l’avvento della cultura islamica a riprendere e rivisitare il decoro creando appunto il zeilli sultan o del vaso zampillante, attribuendogli nuovi significati; in questa forma si è diffuso in tutte le arti in Oriente, tanto che lo si può ritrovare anche nella poesia persiana come metafora dell’amore tra un uomo e una donna.

Alta ed importante la fascia delle bordure: tra le cornici sottili e sinuose che delimitano il perimetro del tappeto verso l’esterno e verso l’interno, troviamo una cornice principale ornata da un fitto e complesso intreccio di steli e fiori che alternandosi formano un decoro geometrico su un raffinatissimo fondo bordeaux, ulteriormente impreziosito dal ricamo di numerosi dettagli in filo di seta bagno in oro (cesellatura preziosa che ritroviamo anche nei vasi del decoro centrale).

Doppio cartiglio lungo il lato superiore: il più piccolo contiene la firma dell’ustad mentre la citazione centrale annodata su fondo tessuto con fili di seta e oro è tradizionalmente attribuita alla scuola del maestro Ali Oglu (‘Se esistesse un tappeto paradisiaco sarebbe questo, sarebbe questo, sarebbe questo’).

Opera preziosa di straordinaria fattura e valore, capace di arredare con grande eleganza qualsiasi ambiente.
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