Gli Hereke sono nati come tappeti di rappresentanza, creati per testimoniare la magnificenza del Sultano e per questo sono sempre stati – e sono ancora oggi – capolavori preziosissimi, realizzati con sete naturali di primissima scelta, con fili in bagno argento e/o oro ed un’annodatura fittissima (gli esemplari in seta superano il milione di nodi al metro quadro).

La città turca di Hereke è famosa per i suoi tappeti tra i più fini e pregiati al mondo: una tradizione che risale al XVI secolo benché sia solo dalla metà del XIX secolo che la produzione di Hereke conosce il maggior sviluppo, grazie alla presenza di industrie specializzate nella lavorazione della seta e alla volontà del Sultano ottomano Abdulmecid I che qui stabilisce la prestigiosa Manifattura Imperiale di Hereke (1841/43) con l’intento di produrre tessuti, tende e tappeti esclusivamente per la corte ottomana e per il grandioso Palazzo Dolmabahçe, in costruzione proprio in quegli anni.

Per questa ragione confluiscono a Hereke i migliori artisti e annodatori di tappeti dell’impero e in breve la manifattura comincia a produrre tappeti di altissima qualità con decori raffinatissimi e dimensioni straordinarie arrivando a realizzare per la sola decorazione del palazzo oltre 4.500 metri quadrati di magnifici tappeti.

A seguito della loro fama di capolavori matura tra la ricca aristocrazia europea una crescente richiesta di questi manufatti straordinari e così, finalmente, alcuni mercanti di Istanbul ottengono l’autorizzazione a commercializzarne un ristretto numero, contribuendo alla loro diffusione sui mercati internazionali.

La grandezza e lo splendore di questi esemplari accompagna purtroppo l’ormai irreversibile tramonto dell’Impero Ottomano: con il suo definitivo declino, anche la produzione di tappeti si riduce al minimo. Soltanto negli anni ’30 del Novecento la produzione riprenderà slancio grazie anche all’apporto di capitali stranieri.

Gli Hereke sono nati come tappeti di rappresentanza, creati per testimoniare la magnificenza del Sultano e per questo sono sempre stati – e sono ancora oggi – capolavori preziosissimi, realizzati con sete naturali di primissima scelta, con fili in bagno argento e/o oro ed un’annodatura fittissima (gli esemplari in seta superano il milione di nodi al metro quadro).

La realizzazione di un singolo tappeto è quindi un processo molto lento e la rarità dei prodotti, l’elevato valore e la crescente richiesta dei collezionisti da più parti del mondo, ha incentivato le numerose imitazioni cinesi e diverse produzioni mediocri realizzate spesso con nodo jufti e con materiali scadenti (viscosa): occorre quindi diffidare di prezzi allettanti o venditori improvvisati. La produzione degli Hereke autentici oggi è infatti affidata a pochissime ‘scuole’ o laboratori molto rinomati che producono talvolta su committenza, sia piccoli e piccolissimi esemplari da collezione che – molto più raramente – opere di grandi metrature.

La qualità superlativa ottenuta con la migliore tecnica di realizzazione disponibile, l’enorme volume di nodi necessari, l’impiego di materie prime pregiate, l’intricata e complessa composizione dei disegni, con le numerose e ricchissime bordure, fanno di questi tappeti dei capolavori da collezionisti e senza dubbio i più celebrati ed i migliori al mondo.